Perché a San Marino c’è una funivia? Storia, curiosità e retroscena

Vi raccontiamo tutto dalle origini ai giorni nostri: realizzarla è stato uno slalom tra le difficoltà, ma poi ha trasportato milioni e milioni di persone

La Funivia di San Marino esiste da quasi 70 anni e fa parte della storia della comunità sammarinese. La usano i turisti, gli studenti, le persone che lavorano nel centro storico, quelle che ci vanno per qualche commissione, oppure per fare una passeggiata e gustarsi il panorama.

Ma qual è la sua storia? L’abbiamo raccontata nel video qui sotto. Per chi vuole leggere, invece, di seguito le principali tappe.

L’idea della funivia

La funivia, che collega Borgo Maggiore a Città sul versante più ripido del monte, è stata inaugurata nel 1959. Ma i ragionamenti erano iniziati parecchio prima. Se ne parlava già nel 1928, circa un secolo fa, quando sembrava più un sogno che una possibilità concreta. L’ipotesi si è trascinata per un po’. Poi c’è stata la seconda guerra mondiale.

Negli anni 50 quella che prima era un’idea è diventata un’urgenza, perché a metà decennio San Marino ospitava circa un milione di turisti l’anno. E nel centro storico c’erano appena 500 posti auto.

Creare nuovi parcheggi avrebbe significato deturpare il territorio. Fare, insomma, qualcosa di brutto. Così s’è pensato alla funivia. Ma non tutti erano d’accordo. Qualcuno era scettico, altri ci scherzavano sopra: “La faranno davvero? Servirà?“

A un certo punto alcuni impiegati pubblici vennero incaricati di appostarsi lungo la costa dell’Arnella, la via a piedi più breve fra Borgo Maggiore e Città, decisamente ripida. Dovevano contare quante persone passavano di lì ogni giorno. Il riscontro: erano parecchie.

I lavori

Così il governo di San Marino s’è deciso. I lavori sono iniziati nell’autunno del 1956. La prima cosa da fare era scavare dove sarebbero sorte le due stazioni, di partenza e arrivo. Ma il meteo è stato inclemente, le operazioni complicate. Inevitabili i rallentamenti.

Nel 1957, poi, a San Marino è successo un casino. Un braccio di ferro politico, da una parte i rossi e dall’altra i bianchi (chiamiamoli così). A un certo punto la repubblica si è ritrovata con due governi paralleli e in giro c’era gente col fucile. Alla fine la faccenda si è risolta a favore dei bianchi. E senza violenza. Ma la tensione è stata altissima. Erano spuntati pure i carri blindati.

I bianchi non erano molto convinti della funivia, perché era un progetto dei rossi. Hanno aperto un’indagine, dalla quale però non è emerso niente di ché. Così i lavori sono ripresi. Era l’inizio del 1958.

L’inaugurazione

La prima corsa della funivia porta la data del 1° agosto 1959.

Il percorso è di 350 metri, il dislivello di 160. Per salire e scendere ci vogliono due minuti. In ogni cabina ci stanno fino a 16 persone, incluso il conducente.

Il 13 agosto, a meno di due settimane dall’apertura, in fila c’è così tanta gente che per evitare dei disordini vengono chiamati gli agenti della gendarmeria.

Da agosto a dicembre vengono trasportate 21.000 persone. Nel 1960, il primo anno intero, saliranno a 180.000. Anche le nonne fanno su e giù con la funivia: trasportano latte, uova, cesti di verdure e così via.

Qualche inconveniente

La funivia non piace subito a tutti. Alcune persone la provano per salire da Borgo Maggiore a Città, ma poi scendono a piedi.

All’inizio ci lavorano sei persone, che si occupano anche della manutenzione: per lubrificare i cavi, salgono sui tetti delle cabine e si fanno qualche viaggio in equilibrio lassù. L’olio però cola di sotto, sulle case. E i residenti protestano.

Raddoppiano i passeggeri

Nel 1964 la funivia viene aggiornata con alcuni interventi, fra i quali un nuovo motore. Viene risolto così un piccolo disagio. Col sistema precedente partiva di botto ed era altrettanto brusca all’arrivo. Con quello nuovo, parte in maniera progressiva e prima di arrivare rallenta.

Nel 1967, otto anni dopo l’inaugurazione, i passeggeri sono raddoppiati: 360mila l’anno, quasi mille al giorno. Vengono installate nuove cabine, più grandi, da 21 persone. Le precedenti erano da 16.

Una seconda funivia?

Prevedendo di dover trasportare ancora più persone, all’inizio degli anni 70 si pensa addirittura a una seconda funivia. Per il percorso vengono fatte quattro ipotesi.

La prima sul lato opposto del monte Titano (rispetto alla funivia già esistente), da San Giovanni fino al Centro Congressi Kursaal. Ci sono due versioni, con punti di arrivo e partenza diversi. Una lunga 430 metri, l’altra 220.

La seconda ipotesi da Monte Andreino al passo dei Cani, tra la prima e la seconda torre, lunga 320 metri.

La terza ipotesi dai Tavolucci (la zona della piscina di Borgo Maggiore) agli Orti Borghesi, con lunghezza di 1.100 metri.

La quarta ipotesi di fianco alla funivia già esistente.

Se ne parla e riparla, ma alla fine non se ne fa niente.

Un bel salto in avanti

Così si va avanti col sistema precedente. Corsa dopo corsa. Passeggero dopo passeggero.

Quando arriva il 1995, le cabine hanno quasi tre decenni sulle spalle. Hanno trasportato 12 milioni di persone ed effettuato 700.000 corse.

È il momento di cambiare tutto. La struttura si ferma e le stazioni di partenza e arrivo vengono demolite. Servono nuove fondamenta per quelle nuove, più grandi e moderne.

I lavori durano più di un anno e restituiscono a San Marino un impianto totalmente nuovo, incluse le cabine, questa volta da 51 persone.

Oggi le stazioni sono le stesse, mentre le cabine sono state aggiornate meno di dieci anni fa. Ogni ora riescono a trasportare più di mille passeggeri. Turisti. Impiegati. Coppie. Famiglie. E ovviamente, noi studenti.

Ricerche e conduzione: Davide Mignani
Regia, riprese, montaggio: Francesco Ceccoli
Produzione: Jeffrey Zani
Drone: Francesco Borghesi
Foto: Giulia Ciasca
Assistente e comparsa: Demetrio Paglierani
Modello 3D realizzato dal corso di laurea in Ingegneria Civile dell’Università di San Marino
Con un grazie a Giacomo Lonfernini, all’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici, all’Archivio Multimediale delle Memorie Sammarinesi