Mostrami cos’hai nello zaino e ti dirò chi sei

Cosa si portano a lezione gli studenti universitari? Oggetti e segreti per una guida alla sopravvivenza

Per qualcuno, settembre significa sessione autunnale e quindi esami. Per altri, con maggiore relax, semplicemente la ripresa delle lezioni.

Per tutti o quasi, in ogni caso, ogni giorno ci sarà uno zaino da mettersi in spalla. Preparato bene, magari. Con tutto quello che serve per sopravvivere per qualche ora nella giungla universitaria.

Come si organizzano in questo senso gli studenti? Lo abbiamo chiesto a cinque di loro che a San Marino frequentano il corso di laurea in Comunicazione e Digital Media.

Segreti per la concentrazione

Partiamo da Asia.

Dotazione standard:
– Portatile
– Astuccio con qualche evidenziatore e una penna
– Quaderno
– Borraccia
– Lunch box
– Fazzoletti
– Cuffie

Per cosa si distingue:
– Gomme da masticare
– Una mini spazzola per i capelli

“Masticare la cicca ha un effetto positivo su di me, mi sento più concentrata quando seguo una lezione. Sarà un effetto placebo? Non lo so e non mi interessa. Finché funziona, va bene così”.

“Ho una sola penna, che ha un solo utilizzo. Firmare il registro presenze in aula”.

“Ho un metodo iper collaudato per preparare lo zaino. Quaderno e astuccio vanno dentro per primi, così stanno in fondo, perché probabilmente non li userò. Fazzoletti e gomme da masticare non vengono mai tolti, così non rischio di dimenticarli. Preparo il pranzo la sera prima e la mattina successiva lo infilo dentro insieme all’acqua. Però una volta mi sono dimenticata le posate, per fortuna alcuni amici le hanno chieste in prestito per me in un bar qui vicino. L’ultima cosa è il portatile. Siccome la lucina che si accende quando è in carica di notte mi disturba, lo collego alla presa dopo essermi svegliata e lo stacco appena prima di uscire di casa”.

“La spazzola mi serve perché in certi periodi a San Marino c’è la nebbia, è umido e altrimenti i capelli si gonfiano. Se potessi mi porterei addirittura una piastra. In passato l’ho fatto con lo smalto”.

Tablet e Chupa Chups

Ascoltiamo Gaia.

Dotazione standard:
– iPad
– Astuccio con due penne, un evidenziatore giallo, matita, temperino, scotch adesivo e un pennarello nero

Per cosa si distingue:
– Agenda cartacea
– Due Chupa Chups
– Burrocacao e lucidalabbra
– Bottiglietta di disinfettante per le mani
– Un beauty con crema mani, lenti a contatto, gocce per gli occhi e non solo

“Ci tengo a specificare che non ho uno zaino ma una borsa, che è più stilosa e contiene tutto quello che serve senza compromettere l’outfit”.

“Alle superiori prendevo gli appunti su carta, ora lo faccio sul tablet e mi trovo decisamente meglio”.

“I Chupa Chups ci sono, ma non vengono mai toccati. Mi dimentico di averli. La loro presenza è per certi versi misteriosa. Se mi viene voglia, vengo presto disincentivata dal tempo che ci vuole per scartarli”.

“Un ricordo legato alla borsa riguarda un brivido notturno. Mi sveglio in piena notte per partire per una vacanza. I bagagli erano nella mia macchina, e le chiavi della macchina nella borsa insieme alle chiavi di casa. Ma la borsa era dentro casa e me ne sono accorta quando ero già fuori. A quel punto sono andata nel panico e ho iniziato ad avere visioni apocalittiche. Io che vado in vacanza senza vestiti. O ancora peggio: i miei amici in vacanza e io inchiodata a casa. Ho risolto svegliando, alle 4 di mattina, mia nonna, che vive lì vicino a ha una copia delle mie chiavi di casa”.

L’essenziale

È la volta di Nathan.

Dotazione standard:
– Computer
– Quaderno che non usa
– Un paio di penne
– Merenda con avena, yogurt e frutta
– Borraccia

Per cosa si distingue:
– Un aneddoto

“Una volta nello zaino ci ho portato una bambola gonfiabile. Difficile da spiegare. In sostanza, avevo perso una scommessa con alcuni amici”.

Approccio minimal

Parliamo con Diego.

Dotazione standard:
– Quaderno
– Astuccio con penna, matita e gomma
– Computer

Per cosa si distingue:
– Per non avere nulla che lo distingue, o forse sì

“Del portatile non si può fare a meno. Io prendo appunti con carta e penna, ma devo seguire sullo schermo le slide e i documenti caricati dai prof per le lezioni. Altrimenti, per non rischiare di perdere qualche pezzo, dovrei fare delle foto alla lavagna col telefonino”.

“Non ho un metodo, per fare lo zaino. Ci metto dentro l’indispensabile, senza un ordine particolare”.

Kit d’emergenza

Incontriamo Ludovica.

Dotazione standard:
– Portatile
– Quaderno
– Astuccio
– Chiavi della macchina
– Borraccia
– Fazzoletti
– Occhiali da sole
– Occhiali con lenti anti luce blu per gli schermi
– Chiavetta per la macchinetta del caffè

Per cosa si distingue:
– Un tubetto di crema idratante per le mani
– Una bottiglietta di Amuchina
– Medicinali da banco (per le emergenze, dice)

“Il quaderno è immacolato, mai usato. Faccio tutto sul portatile. Anche i disegni, nei momenti in cui mi annoio”.

“Preparo lo zaino interamente la sera prima e lo chiudo già prima di andare a letto. Di norma lascio quello che posso all’interno dello zaino in modo da sapere sempre dove si trova”.

“Di fatto, per venire a lezione non serve altro rispetto a quello che mi porto dietro. Certo, per i momenti di svago si potrebbe sempre pensare a qualcosa. Se avessi uno zaino gigante, ci metterei dentro una sdraio per prendere il sole”.

 

Foto e interviste di Davide Mignani